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Implantologia

L’implantologia moderna ebbe i suoi prodromi negli anni ‘40 grazie al modenese Manlio Salvatore Formiggini, il quale adottò nel 1947 la tecnica definita di “infibulazione diretta endoalveolare” di viti cave a spirale.



implantologia sassariIn base a tale tecnica, il tessuto fibroso si inseriva nella cavità trasformandosi in osso per ritenzione ossea. In seguito, la tecnica di Formiggini ebbe successo, concretizzandosi nel Gruppo Italiano Studi Implantari (GISI) e raccogliendo numerosi proseliti anche all’estero.

Negli anni ’80 nacque poi l’implantologia moderna vera e propria con il dott. Per-Ingvar Branemark, ricercatore svedese che ebbe il merito di diffondere l’osteointegrazione o “nuova implantologia”.

Nel 2007 la IAFIL (International Academy for Immediate Loading) cominciò a diffondere e perfezionò lo studio del carico immediato.

L’implantologia è una branca dell’odontoiatria che si occupa di studiare le tecniche di impianto dentale attraverso le quali è possibile applicare alle gengive, in caso di edentulismo, denti nuovi con l’ausilio di appositi impianti (da qui il termine Implantologia).

In questo modo l’implantologia permette di riabilitare positivamente la funzione masticatoria e posturale del paziente.

La protesi viene inserita al posto della radice mancante e prende pertanto il nome di protesi radicolare. Essa deve essere fissata correttamente all’interno dell’osso per sostenere nel modo migliore il nuovo dente artificiale. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e non è doloroso; nel caso di pazienti odontofobici si può aggiungere protossido d’azoto per una maggiore sedazione e per infondere serenità al paziente sul quale si effettua l’intervento.

L’impianto inserito deve essere perfettamente osteointegrato, ovvero deve essere accettato dal corpo e integrato nell’osso. Al fine di migliorare le possibilità di successo in tal senso, viene scelto un tipo di materiale biocompatibile; fra tutti, il titanio si è finora rivelato la scelta preferibile. Il titanio viene anche definito materiale “bioinerte”, ossia permette un contatto diretto tra osso e impianto.

L’intervento implantologico permette di intervenire soltanto nella sede ossea in cui deve essere posizionato il nuovo dente e di non intaccare i denti adiacenti con limature o altre soluzioni invasive.

L’implantologia rappresenta pertanto un grosso passo in avanti consentendo di impiantare anche intere arcate senza dover mettere la scomoda dentiera. In caso di gravi patologie, in corso o pregresse (come nel caso di infarto o ictus), per le quali non possono essere effettuate operazioni chirurgiche, dovranno essere evitati anche gli impianti.

Non possono subire interventi di questo tipo neanche le donne in gravidanza, chi è affetto da diabete giovanile, i pazienti che prendono immunosoppressori e anticoagulanti e quelli trattati con radiazioni nell’area facciale. [tutti gli articoli]
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