POSTUROLOGIA

[dentista sassari]

Grande dilemma che da sempre ha attirato l’attenzione dell’uomo, è quello legato al concetto di equilibrio. Da sempre infatti gli scienziati hanno provato a dare una risposta a domande inerenti l’argomento: come è possibile che il corpo rimanga eretto? Come elimina gli elementi esterni che potrebbero provocare un suo disequilibrio?


Come fa un uomo a mantenere una postura diritta o inclinata contro il vento che soffia contro di lui? Proprio quest’ultimo quesito è stato posto da Charles Bell, intorno al 1837. Gli scienziati e i luminari della fine del XIX secolo iniziarono degli studi inerenti il concetto di equilibrio, studi che li avrebbero portati a poco a poco alla scoperta di incredibili verità sul funzionamento corporeo.


L’intuizione stava nella ricerca di un senso attraverso il quale l’organismo riesce a riconoscere la propria inclinazione, e che gli permette di riaggiustare e correggere tutti gli scarti in rapporto alla sua verticale. I vari studi portarono come detto a fondamentali scoperte circa la funzionalità di alcuni elementi organici.


Si deve a Romberg lo studio sull’occhio e sul concetto di propriocezione podale; a Longet quello sulla propriocezione dei muscoli paravertebrali; a De Cyon la scoperta del ruolo della propriocezione oculo-motrice; a Magnus l’intuizione importante del ruolo della pianta del piede. Durante la prima metà del ’900 vengono costruiti i primi apparecchi in gradi di eseguire misurazioni dei fattori dell’equilibrio, ma sarà solo nel 1986 che gli studiosi Gagey, Coll e Bizzo, attraverso l’applicazione dell’informatica, giunsero ad un’interpretazione posturografica efficace, in grado cioè di suggerire una serie di norme.


Dunque con lo sviluppo di intuizioni, studi e tentativi si è infine riusciti a definire la Posturologia, la Scienza cioè che si occupa dell’equilibrio umano. Tale scienza si basa su un concetto: l’esistenza del sistema posturale fine (S.P.F.), che può essere paragonato alle scatole nere poste sulle navi e sugli aeroplani. Ci sono delle entrate nel sistema che hanno il compito di veicolare le informazioni all’interno; la scatola nera vera e propria, in grado di elaborare le informazioni ricevute ed ordinare la giusta reazione al resto del corpo e un sistema di uscita, che ha il compito di eseguire gli ordini ricevuti. Le entrate del S.P.F. si compongono di recettori sensoriali.


Vengono classificati in due categorie: gli esocettori e gli endoreattori. La prima categoria di recettori ha il compito di captare le informazioni che arrivano dall’ambiente esterno, per poi inviarle al S.P.F. Sono in tutto tre, orecchio interno, retina e pianta del piede. La seconda categoria comprende sensori recettivi che inviano informazioni circa la situazione interna del corpo.


Garantiscono al sistema la conoscenza della posizione e dello stato di ogni muscolo, legamento, organo ed osso in rapporto all’equilibrio. In particolar modo si occupano di rapportare la posizione di orecchio interno e retina con quella della pianta del piede. A loro volta si dividono in recettori propriocettivi e recettori viscerocettivi. Il sistema posturale fine presenta una serie di strutture neurologiche in grado di gestire l’equilibrio.


Esse hanno un funzionamento automatico. All’interno della scatola nera si ricevono dunque le informazioni di tutti i recettori. Tali informazioni vengono integrate ed elaborate, dopodiché scatta la reazione per mezzo del tono muscolare.


Si entra così nel campo delle uscite del S.P.F., ovvero il mantenimento stabile della posizione eretta, il raggiungimento di quello che viene definito l’equilibrio posturale, ovvero lo stato nel quale, un individuo che si sposta dalla sua posizione di equilibrio, tende a tornare per mezzo di piccole oscillazioni. L’uomo infatti oscilla costantemente intorno ai suoi piedi.